Comitato di Informazioni ed Iniziative per la Pace

Relazione sull'attività dell'anno 2001 del Comin


Rome, 7 gennaio 2002

Abbiamo ricevuto molti consensi da autorità italiane e straniere. Il 19 giugno siamo stati ricevuti in udienza dal Presidente della Repubblica che nel suo discorso ha dimostrato pieno apprezzamento per il nostro progetto per l’Africa sub-sahariana.
Abbiamo stabilito ottimi rapporti con alcune Ambasciate, in particolare quelle tedesca, francese e britannica. Il governo inglese ci ha più volte invitato alle prestigiose riunioni di Wilton Park offrendo ospitalità gratuita ai nostri rappresentanti Maccario ed Alessi.
Il Ministro degli Esteri Dini ci ha ringraziato per il progetto per l’Africa, informandoci che il problema sarà fra i temi centrali del G8. Nella lettera assicura che i contributi di idee che il Comin ha sottoposto in vario modo al Ministero sono largamente alla base dell’azione italiana nei confronti dell’Africa.
Il Sottosegretario agli Esteri Serri si è rallegrato per l’importante mole di iniziative sviluppate dal Comin che sono state per lui un costante stimolo per le iniziative per la pace e lo sviluppo e ha manifestato soddisfazione per il nostro approccio “intelligente e innovativo”.
Il governo israeliano ci ha ringraziato per il nostro costante interessamento al problema del Medio Oriente e ha garantito di studiare con grande attenzione le nostre proposte.
Il Presidente Chirac condivide le nostre preoccupazioni per i flussi valutari non controllati ed ha apprezzato la nostra iniziativa per l’Africa.
Il Ministro degli Esteri francese Védrine ha ringraziato per le nostre riflessioni sul governo della finanza globale.
Il Segretario Generale della Farnesina, Vattani, ha espresso più volte vivo apprezzamento per le nostre idee, in particolare per la pace in Africa e l’evoluzione dell’Unione Europea.
Abbiamo continuato ad avere un cordiale scambio di corrispondenza con Kohl.

Durante l’anno ci siamo occupati delle seguenti questioni:

1.- GOVERNO DELLA FINANZA GLOBALE
Maccario ha partecipato per il Comin ad una riunione su questo tema a Wilton Park. Il Prof. Savona ci ha dato la sua preziosa collaborazione. Abbiamo inviato il nostro progetto al Governo italiano, alla Santa Sede, ai Capi di Governo del G8 e al Presidente della Cina. Abbiamo ricevuto autorevoli apprezzamenti: dal Presidente della Repubblica, dal Governatore Fazio, dal Fondo Monetario Internazionale, da Chirac, dal Ministro degli Esteri francese Védrine. Il Presidente della Federal Bank,

Alan Greenspan, con lettera a sua firma ci ha scritto che, dopo aver discusso il problema con i responsabili della finanza internazionale, condivide le nostre idee.

2.- CORTE PENALE INTERNAZIONALE
Abbiamo chiesto alla Segreteria di Stato della Santa Sede l’intervento dei Nunzi Apostolici per sollecitare le ratifiche al Trattato di Roma. Abbiamo organizzato, con i Focolari e la Fondazione Weber, un Convegno sul tema. Ci siamo occupati direttamente presso alcune Ambasciate e abbiamo chiesto la collaborazione del Sindaco di Roma per un’iniziativa diretta a sollecitare le ratifiche.

3.- AFRICA
Abbiamo proposto un nostro progetto per l’Africa sub-sahariana alla FAO, all’Ambasciatore di Spagna e ai Capi di governo dell’U.E..
Abbiamo sollecitato l’U.E. e il Governo italiano a sottoporre le nostre idee innovative per l’aiuto allo sviluppo, alla riunione dei Direttori Generali dell’ONU a Roma presso la FAO il 10-12 aprile. Per questa iniziativa lavoriamo in collaborazione con Incisa di Camerana.
Abbiamo rivolto un appello agli afroamericani perché aiutino i loro fratelli africani.

4.- MEDIO ORIENTE
Proponiamo al governo svedese, che presiede l’Unione Europea di intervenire in modo continuo ed organico ad alto livello nella difficile situazione del Medio Oriente, chiedendo il ritiro delle truppe siriane dal territorio libanese e il ritiro di tutte le altre truppe e presenze straniere dal Libano.
Il governo israeliano dovrebbe studiare un piano di effettivo e sostanzioso ritiro dei coloni e il loro eventuale accorpamento in zone idonee. Le autorità religiose dovrebbero rivolgere un appello congiunto alla pace e condannare la violenza di tutti coloro che strumentalizzano la religione.
Approviamo l’iniziativa italiana di un Piano Marshall per i Palestinesi e di tutto questo scriviamo al Governo italiano, all’ONU, alle Ambasciate di Spagna, Egitto, Giordania, Arabia Saudita e Marocco. Ne informiamo il Patriarca Maronita del Libano.

5.- ONU
Proponiamo al Governo italiano e all’U.E. di chiedere un controllo sull’efficienza dell’ONU e di appoggiare la proposta di Kofi Annan perché gli Stati membri mettano a disposizione dell’ONU reparti opportunamente addestrati per la pace.
Ci rallegriamo per la deliberazione dell’ONU a favore di sanzioni intelligenti e mirate, che è un tema che il Comin tratta da diverso tempo.
Appoggiamo la proposta di Gorbaciov all’ONU per la costituzione di un comitato di saggi e chiediamo che ne faccia parte Kohl.

6.- ALGERIA
Amici algerini sollecitano un maggior ruolo dell’Italia nei confronti del loro paese, che guarda con grande simpatia a noi; seguono la nostra televisione e il nostro campionato di calcio; il nostro Ministro degli Esteri ha preso alcune iniziative interessanti, che dovrebbero essere allargate e sviluppate.
Scriviamo in questo senso al nuovo Sottosegretario agli Esteri, Mantica.

7.- AIUTI ALLO SVILUPPO
Tra le idee innovative per gli aiuti allo sviluppo (microcrediti, corsi di addestramento per i giovani, aiuti diretti a villaggi e tribù, ecc.) proponiamo nuovi canali, per evitare i governi corrotti, e, tra essi, l’utilizzo delle Missioni.
Riceviamo molte lettere sull’argomento e, su nostra proposta, la SIOI, con il patrocinio del Ministero degli Esteri, organizzerà un Convegno.

8.- ARGENTINA
Raccogliamo informazioni da amici argentini a Buenos Aires e a Roma per proporre all’Unione Europea di intervenire in modo efficace.

9.- SOMALIA
Appoggiamo l’iniziativa del Presidente di Gibuti, di un nuovo governo costituito con la collaborazione dei capi dei clan e scavalcando i signori della guerra.
Insistiamo con il Governo italiano perché il nuovo governo somalo non sia abbandonato, ma ci si oppone che si temono infiltrazioni da parte degli integralisti. Manteniamo contatti con gruppi di somali in Italia che sollecitano il nostro appoggio.
Presentiamo una petizione alle due Camere perché l’Italia non abbandoni la Somalia.
Partecipiamo a un Convegno che decide la costituzione di un Forum italo-somalo ed i un ristretto comitato per proporre la convocazione a Roma di una Conferenza degli esponenti somali, allo scopo di arrivare ad un governo largamente rappresentativo e poi all’invio di una forza di pace in Somalia.

10.- AFGANISTAN
L’Ambasciata USA ci chiede di intervenire presso il Ministero degli Esteri italiano che ha sospeso gli aiuti ai profughi afgani a Roma. Parliamo con il Capo di Gabinetto del nuovo Sottosegretario Intini, il quale subito dopo riprende l’attività del suo predecessore nei confronti dei profughi afgani, che vengono anche ricevuti dal Ministro.
Indipendentemente dalla precedente richiesta e tramite il Colonnello Troise, il figlio dell’ex Re dell’Afganistan prende contatto con noi. Abbiamo con lui ripetuti incontri che poi vengono sospesi per i noti avvenimenti.

11.- UNIONE EUROPEA
Scriviamo ai governi dell’U.E. ricordando che in passato, l’esasperazione del concetto di stato nazionale (con De Gaulle e la Thatcher) è stato un grosso ostacolo, mentre oggi la situazione si presenta in termini diversi, per i grandi passi fatti verso l’integrazione, soprattutto con l’euro. Ora bisogna stare attenti a non cadere nell’eccesso opposto, di creare un super-stato e una super-burocrazia. L’opinione pubblica vuole uno stato vicino, che possa controllare e che sappia tutelare la sua identità culturale. Lo stato nazionale, anche se finora – salvo l’Italia in Alto Adige – non ha saputo gestire in termini moderni il problema delle minoranze, è una garanzia di sviluppo equilibrato ed autorevole.
Dobbiamo imparare dal pragmatismo inglese, e la dottrina di Blair in questo campo sembra vicina alle esigenze accennate. Fu l’Inghilterra a suggerire il termine di Unione Europea quando si discuteva aspramente sui vari termini da adottare.
Superato il dibattito su questo punto, non si potrà avere esitazione a percorrere con rapidità le vie di una politica estera e una difesa comunitarie. Ci sono problemi rispetto ai quali i singoli stati hanno già perso la loro sovranità sia nei confronti degli Stati Uniti sia nei confronti dei problemi stessi che ciascun

stato singolo non può risolvere. In questo caso occorre gestire insieme la sovranità, secondo l’efficace espressione di Delors.
Ci rallegriamo con Amato per la sua proposta di costituire un comitato di saggi per l’Europa e ne informiamo le Ambasciate di Gran Bretagna, Francia e Germania.

12.- COMITATO NAZIONALE ANTIMINE
Il Ministero degli Esteri ci chiama a farne parte e noi battiamo soprattutto sul punto che occorre destinare grossi fondi alla ricerca, perché altrimenti si continua a sminare con vecchi arnesi ovvero le nuove tecnologie sono riservate soltanto alle aziende di paesi sviluppati. Purtroppo però il Comitato antimine a metà dell’anno ha sospeso la sua attività, nel senso che non è stato più riunito.

13.- U.S.A.
Ci rallegriamo con Bush per la sua nomina e auspichiamo un miglioramento del dialogo con l’Europa, superando l’antiamericanismo viscerale e razzista diffuso in vari paesi europei, anche come residuo del marxismo.
Per questo indirizzo a Bush riceviamo l’apprezzamento delle Ambasciate di Germania e Gran Bretagna.

14.- REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Prende contatto con noi un gruppo di studenti congolesi che vivono a Roma, il cui esponente, figlio di un Ministro ucciso nella guerra civile, è molto ascoltato sia in patria che in Europa. Il gruppo condivide il nostro progetto per l’Africa sub-sahariana e noi proponiamo al Governo italiano e all’Unione Europea che il progetto sia attuato preliminarmente e in via sperimentale nella Repubblica Democratica del Congo.

(Franco Ligi)