Comitato
di Informazioni
ed Iniziative per
la Pace
Lettera
al primo ministro spagnoli Jose' Maria Aznar
e al ministro degli esteri spagnolo Josep Pique'
Rome,
4 gennaio 2002
Signor Primo Ministro, Signor Ministro degli Esteri,
ci consenta anzitutto di esprimere la nostra grande soddisfazione per
la presidenza spagnola dellUnione Europea. La forza politica interna
e internazionale della Spagna è garanzia di successo, così
come la sua sensibilità ai problemi delle aree di interesse europeo.
Questa è la prima di tre presidenze mediterranee e offre dunque
la possibilità di concordare un tema comune che abbia continuità
e ampio respiro durante 18 mesi.
E chiaro che il Governo spagnolo ha già da tempo predisposto
il programma semestrale e ascolteremo lAmbasciatore esporlo tra
qualche giorno allopinione pubblica italiana.
Bisogna però anche tener conto della rapida evoluzione politica
mondiale negli ultimi mesi dello scorso anno.
Russia e Cina hanno saputo cogliere al volo loccasione, con intelligenza
e tempestività. Questo loro avvicinamento agli USA è senza
dubbio positivo per la pace e per il governo della globalità,
ma gli europei ancora una volta rischiano che la grande politica internazionale
passi sopra la loro testa.
Come a Lei è ben noto, a marzo comincerà la Convenzione
che dovrà preparare il nuovo Trattato e le nuove istituzioni.
E senza dubbio unevoluzione molto positiva, però
la politica si fa anzitutto con i fatti e cogliendo al volo il momento
giusto, secondo linsegnamento pragmatico di Monnet e lesempio
di Kohl.
Non possiamo dunque tardare a far sentire subito la presenza unitaria
dellEuropa, secondo un piano ben articolato diretto alle aree
di interesse europeo. Questo gioverà anche ai primi passi della
nuova moneta.
LUnione si sta già interessando dellest europeo e
sono in vista gli opportuni allargamenti. Si dovrebbe ora avviare una
politica europea più organica nelle altre aree di nostro diretto
interesse: il Mediterraneo, lAfrica, lAmerica Latina.
Occorrono interventi innovativi, che evitino gli errori del passato.
Perciò non si devono dare più somme a governi corrotti
ed inefficienti e, per di più, senza adeguati controlli.
Lobiettivo generale deve essere quello di creare o irrobustire
la società civile, prima condizione per una democrazia vera e
uneconomia di mercato.
Per questo si deve puntare alleducazione dei giovani alla democrazia
e alla pace, al loro addestramento professionale, utilizzando le nuove
tecniche telematiche, ai microcrediti che arrivano direttamente alle
famiglie e ne cambiano la vita in poco tempo.
Occorrono aiuti diretti alle realtà locali e canali nuovi, come,
ad esempio, le missioni.
Anziché predisporre piani faraonici e costosi, si dovrebbe procedere
con gradualità e azioni incisive, che puntino, inizialmente,
a uno o due paesi, per concentrare su di essi il massimo degli aiuti
possibili, verificare la fattibilità dei piani, correggere gli
errori e poi estendere gli aiuti ad altre nazioni.
Per il Mediterraneo pensiamo allAlgeria; per lAfrica alla
Repubblica democratica del Congo e alla Somalia; per lAmerica
Latina allArgentina.
Un simile piano organico e innovativo comincerebbe a far sentire la
presenza europea a livello mondiale, darebbe speranze nuove a paesi
che si sentono delusi e abbandonati da tutti. Perciò anche la
presenza inizialmente limitata sarebbe un seme fecondo di speranza.
Si comincerà così a delineare in aree di specifico interesse
europeo un nuovo equilibrio favorevole alla pace nel mondo, allo sviluppo
e a un rapporto nuovo e paritetico con gli USA.
Abbiamo già qualche idea per lAlgeria, la Somalia e la
Repubblica democratica del Congo (v. note allegate). Le stiamo raccogliendo
per lArgentina.
Nella speranza di poter dare un qualche modesto contributo in un momento
così importante per lEuropa, ci è grata loccasione
per esprimerLe i sensi della nostra più alta considerazione.
(Avv.
Franco Ligi)
Segretario Generale
(Prof.
Giovanni Conso)
Presidente
