Comitato
di Informazioni
ed Iniziative per
la Pace
(Fondato nel 1983 da Mario Berri, Franco Ligi, Renato
Angeloni, Riccardo Monaco e Federico Sensi)
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PADRONI DELLA VALUTA, PADRONI DEL MONDO
Cè una favoletta latina
per cui tutti gli organi del corpo umano stanchi del fatto che lo stomaco
non facesse nulla, improvvisamente cessarono di farlo mangiare, ma dovettero
scoprire che così si indebolivano anche loro.
Il problema delle valute è
in qualche modo speculare, solo che qui è la circolazione a risultare
deficitaria o deviata.
Il denaro non è un principio
economico, cioè non si tratta di merce di scambio come un prodotto
qualsiasi ma è qualcosa che sfugge alla valutazione degli studiosi
per la sua natura elusiva.
Per continuare con lesempio
dellorganismo, è un po come la circolazione sanguigna
che trasporta ossigeno e nutrimento ai tessuti e rimuove le scorie,
come lanidride carbonica.
Oggi come oggi questa circolazione
appare bloccata e deviata.
I risparmi vengono intaccati, mentre
le imprese trovano difficoltà a reperire la liquidità
per lo sviluppo.
Che cosa sta succedendo? Il denaro
non riesce ad assolvere alla sua funzione basilare, di procurare risorse
a famiglie ed imprese.
Nelleconomia classica le banche
raccoglievano i risparmi e li canalizzavano verso iniziative produttive,
che ripagavano, i risparmiatori e le banche stesse. Oggi questi risparmi
sembrano inghiottiti in un gorgo che chiamiamo speculazione, ma che
non sappiamo definire più precisamente.
Fatto sta che in un periodo di massima
liquidità del sistema economico tutti registrano una penuria
valutaria ed una diminuzione della ricchezza depositata in banca,
Perché lo stomaco non mette
il nutrimento in circolazione?
Dove vanno a finire tutti questi
soldi?
Il bello è che più
si registra tale penuria di valuta, più si raccomandano sacrifici.
I quali sacrifici, in definitiva, non fanno che deprimere leconomia
reale, quella della produzione e del risparmio.
Si prova a rispondere che i governi
spendono troppo e male e che perciò i cittadini devono rimboccarsi
le maniche per ripianare il debito pubblico che, pomposamente oggi si
definisce debito sovrano. Definizione per altro vagamente
giacobina.
Limpressione è che
ci sia quella che nellorganismo corrisponde ad unemorragia
interna, come se i canali, i vasi sanguigni, fossero bloccati o interrotti.
Ma perché i commerci internazionali
di beni e servizi, in fondo procedono con soddisfazione, mentre per
le valute tutti hanno di che disperarsi?
La risposta più immediata
è che per i beni esiste un mercato, mentre per le valute questo
è stato cancellato.
Esiste un mercato quando si stabiliscono
una serie di regole e tutti si impegnano ad osservarle. Altrimenti non
è un mercato, e gli scambi entrano in confusione.
Per le valute siamo in regime di
confusione.
Per carità, qualcuno potrà
anche giovarsene nel breve periodo, ma il sistema presenta profondi
segnali di rischio, dovuti essenzialmente alla mancanza di regole condivise.
La conclusione è che anche
la finanza, come ogni attività, ha bisogno di regole e principi,
che rispondono allesperienza e alle esigenze comuni.
E inutile continuare a lasciare
la finanza in mano ai furbi, siano essi banchieri o cosiddetti speculatori,
senza criteri di conoscibilità o trasparenza.
La tracciabilità invocata
per i privati, deve essere estesa anche agli operatori e a maggior ragione
agli operatori pubblici.
La conoscibilità dei sistemi
deve poter essere condivisa. La consapevolezza delle iniziative non
può limitarsi ad un modulo da sottoscrivere.
Non ci sono buoni o cattivi per
il denaro.
Questo è come una forma di
energia che deve essere impiegata per la tutela delle famiglie e lo
sviluppo delle iniziative economiche.
Chi trasforma il denaro in un fine,
lo distorce come strumento economico.
Il denaro è il mezzo con
cui si alimenta lattività economica, ma come le energie,
se lo si adopera solo per se stesso si esaurisce in sé, senza
produrre gli effetti desiderati.
La circolazione del sangue è
portatrice di vita, ma il sangue, per terra, è solo una pozza.
Solo ritornando a considerare le
valute nella loro applicazione più corretta, potremmo ottenere
di nuovo quello sviluppo necessario ad affrontare i tempi nuovi.
Roma, 24 gennaio 2012
